




La forza della diversità!


La situazione mondiale che viviamo è paradossale. Da una parte una tensione crescente, i conflitti armati, i rozzi tentativi di capeggiare il mondo avvalendosi del potere militare ed economico, il rafforzamento di fanatismi e la violenza terrorista usata da stati e fazioni che accresce la distanza tra civiltà e culture. Inoltre una spoliazione delle fonti di energia, una violenza economica di un sistema neoliberista che ha fallito e che produce disuguaglianza crescente, le migrazioni disperate di milioni di persone verso i paesi del nord. Tutto questo fa parte dello stesso problema. Il conflitto è sempre più pericoloso perché presente all’interno di gruppi umani che spesso convivono nello stesso territorio e in ogni caso presente in un mondo sempre più interdipendente. E’ chiaro che chi detiene il potere economico e politico investe nei mezzi di comunicazione per giustificarsi o deviare l’attenzione dal problema fondamentale: il fallimento del sistema. Promuovono o l’anestesia o la stupidità come risposta al momento attuale. Dall’altra parte, la voce di milioni di persone da tutte le latitudini, che reclamano un mondo con opportunità per tutti, sta crescendo velocemente. Il rifiuto della guerra e del terrorismo, il disprezzo per capi di stato che ormai si riuniscono quasi nella clandestinità, l’apparire di alternative di governo (come in America Latina) non previste nel copione dei potenti, tutti questi sono segnali puntuali e significativi. Nonostante ciò, oltre gli obiettivi delle telecamere, esiste il lavoro umile d’innumerevoli volontari, in differenti organizzazioni sociali di diversa natura, capaci di occuparsi delle necessità di altri e di ricostruire il tessuto sociale, capaci di operare con la permanenza, l’autonomia ed il protagonismo di cui necessita la nuova Europa alla quale aspiriamo. Così come è accaduto quando fu rifiutata quella Costituzione di vertici che hanno cercato di imporre in Europa. In quest’ampia base sociale, oggi si moltiplicano gli incontri e la convergenza perché perimentiamo la necessità di unire le forze e di darci ispirazione vicendevolmente. In questo contesto è necessario continuare a creare ambiti di confluenza, interscambio, discussione e prospettive. Da quest’esigenza nasce la convocazione del Forum Umanista Europeo. Un tentativo in più affinché l’incontro della diversità e l’intuizione del futuro illuminino il cammino e si convertano in progetto e in una pressione su coloro che oggi decidono il destino di tutti...